Nel mio lavoro unisco osservazione clinica, biomeccanica, esercizio terapeutico e ascolto della persona.
Credo che ogni sintomo debba essere compreso all’interno di un quadro più ampio, perché ogni corpo
ha una storia, abitudini e necessità differenti.
Per questo non propongo percorsi standardizzati: ogni valutazione rappresenta il punto di partenza per costruire un intervento personalizzato, concreto e sostenibile nella vita quotidiana.